La cerca del Bue continua...
Qualche mese addietro, con Sergio ci siam dedicati a seguire le fratture che dagli alti bastioni si lanciano lungo le pareti che si affacciano su una delle anse di maggior suggestione della Codula Ilune, disegnando antiche vie d'acqua sui calcari addobbati dai verdi di boschi e rampicanti. Nell'occasione individuavamo in sequenza, ben nascosti nel folto della vegetazione, almenotre pertugi impraticabili, lasciavamo in pace il primo nel suo giaciglio di rovi e facevamo finta di non vedere l'ultimo, nascosto dietro un robusto tronco. Superate frasche e rampicanti di svariate dimensioni ci dedicavamo invece al secondo. Un duro lavoro ci consentiva di ampliare una condottinadi accesso nella terra ad una prima saletta. Le tute speleo che avevamo con noi negli zaini non erano indossabili a causa del fangoin verticale.
portano ad individuare come via preferenziale di scavo, l’area mediana della diaclasi, a cielo aperto, contraddistinta da una sezione leggermente più ampia. Nel periodo compreso tra il febbraio del 2008 e il maggio del 2009 si vede calare nettamente l’attenzione sui lavori di approfondimento nella "Diaclasi del Bue". Gli sforzi del gruppo sono,
questa fase, interamente dedicati alla disostruzione, al momento senza esito positivo, della prima buca di Pedra Molina, iniziati il 17 febbraio 2008
Quel giorno localizzai alcuni interessanti ingressi di cavità nella zona di “Sas Coduleddas”, ma uno più di tutti mi colpì in particolare. Celato in maniera inverosimile e praticamente invisibile alla vista, dietro una folta vegetazione, si apriva l’ingresso di un cavernone, dove al suo interno erano ben visibili le tracce di qualcuno che vi aveva abitato o sostato in tempi addietro.