Scritto da Roberto Loru il . Pubblicato in Esplorazioni.

Monte Albo - Voragine Listincheddu

Sabato 12 Novembre 2011

Partiamo da Sassari alla volta di Monte Albo con l'intento di piazzare qualche placchetta per il catasto, e per esplorare una nuova voragine rinvenuta dal sottoscritto questo inverno, nella zona retrostante Monte Pizzinnu alle falde del monte Albo:

Siamo in quattro, il sottoscritto, Enrico detto anche l'incredibile Ulk, Luigi Soro, e Giovanni per gli amici “ziu Nanneddu”. 

Posteggiamo la macchina nella bellissima e fitta zona boschiva dietro Monte Pizzinnu, e zaini in spalle ci dirigiamo seguendo una ripida carrareccia utilizzata per il taglio della legna, verso le prime propaggini del lato ovest di Monte Listincu in località Listincheddu. Dieci minuti di cammino e in prossimità di una sella con un piccolo pianoro, lasciamo il sentiero per buttarci sulla sinistra in mezzo alla macchia, dove oltre degli imponenti roccioni, rinveniamo tra le rocce fortemente carsificate l'ingresso della voragine.

Iniziamo i preparativi della vestizione, e mentre mi avvicino sulla verticale del pozzo per cercare possibili armi, intravedo sulla parete rocciosa di sinistra delle strane macchie di colore rosso, controllo bene perché mi sorge il dubbio che non siano licheni, ma bensì vernice. Sgrano gli occhi è proprio vernice, e quella che intravedo sembra proprio una “S”, e guardando meglio, si intravede anche una “G”, incredibile se mi allontano la scritta prende forma, ce scritto anche se quasi illeggibile “GSS”, che tradotto, vuole dire, Gruppo Speleologico Sassarese.

In un batti baleno mi scorrono velocemente ricordi lontani di esplorazioni passate, e in particolare di una voragine molto simile a questa che dovrebbe trovarsi non lontano da qui, esplorata circa 12 anni fa ! Il dubbio di avere rinvenuto un vecchio pozzo che avevo scoperto molto tempo prima si fa sempre più incensante, ma oramai non ci resta che verificare tanto la profondità di allora lo dava per soli 9 metri.

Scendo per ultimo nella voragine mentre gli altri iniziano a frugare sul fondo del pozzo che risulta effettivamente profondo 9m. Chiamo gli altri che si sono infilati in uno stretto cunicolo, mi dicono che la grotta continua, incredulo mi infilo nello stretto passaggio e li raggiungo.

Oltre una successione di salette adorne di concrezioni trovo gli altri in una più grande e alta, a circa 3 metri di altezza Luigi sbuca da una finestra e mi comunica di essere sull'orlo di un altro pozzo profondo una decina di metri.

Meravigliati per la scoperta della nuova prosecuzione in questa nuova/vecchia voragine, decidiamo di iniziare a rilevare e proseguire l'esplorazione con i circa 60m di fune che abbiamo.

Scende Luigi nel secondo pozzo che risulta di 14m, al fondo un terrazzino, sotto il quale un ulteriore saltino da fare in libera di 3m conduce alla partenza di una altro pozzo con imbocco stretto ma agibile, che al lancio della pietra sembra scendere di almeno altri 10-15 metri.

Piazziamo un fix e ancoriamo la fune, Luigi tenta di passare nella strettoia di imbocco al pozzo, ma niente da fare, cosi iniziamo un opera di martellamento per renderla più comoda, e in breve Luigi riesce a passare.

Lo raggiungo dopo 10m di verticale fino ad un piccolo terrazzino, dove parte un altro stretto pozzetto perfettamente tondo di circa un metro di diametro, e dove il lancio della pietra ci segnala almeno altri 20m di pozzi. Nella grigia roccia delle rocce dolomitiche che oramai hanno fatto la loro comparsa.

Siamo a circa -55m di profondità e purtroppo la fune è terminata, non ci resta che risalire portando a termine il rilievo e scattando alcune foto, in ricordo di questa bella scoperta, in questa nuova, ma vecchia voragine dimenticata.