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La fauna cavernicola dei tacchi d'Ogliastra tra conservazione e fruizione

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Premessa
L’Ogliastra è una sub-regione geografica della Sardegna centro-orientale,
caratterizzata da particolari formazioni carbonatiche di età giurassica, denominate
Tacchi (o Toneri), in cui si sono sviluppati intensi fenomeni carsici, sia superficiali sia
sotterranei, con grotte, voragini, inghiottitoi e risorgenti, talora di notevoli dimensioni,
come la Grotta di Su Marmori ad Ulassai.
In diverse cavità ubicate nei Tacchi, che ricadono nei territori dei comuni di Gairo,
Jerzu, Osini, Perdasdefogu, Seui, Tertenia, Ulassai e Ussassai, è conosciuta da
tempo una fauna cavernicola costituita da numerose specie appartenenti a vari gruppi
animali. La fauna comprende numerosi elementi che secondo le categorie ecologiche
correntemente usate possono essere definiti come troglosseni, troglofili o troglobi. Tra
questi troviamo alcuni elementi endemici di notevole interesse zoogeografico e
faunistico, come componente di grande rilievo del patrimonio di biodiversità presente
nell’Isola, certamente meritevole di una puntuale conservazione e di un’adeguata
fruizione.
Sebbene le conoscenze sul popolamento ipogeo dell’Ogliastra possano essere
considerate in generale buone, risultano tuttavia insufficienti o poco complete a fronte
di un ragguardevole numero di ben 250 cavità censite e registrate nel Catasto
Speleologico Regionale: infatti, le grotte in cui sono state condotte ricerche sono in
numero abbastanza limitato, pari a circa una sessantina, ovvero circa il 25 % del
totale.
Nel lavoro sono citate in sintesi le grotte, con il loro numero di Catasto Speleologico
Regionale, suddivise per comuni, ove siano conosciute entità faunistiche, con brevi
note storiche riguardanti le ricerche effettuate fino ai giorni nostri.
A conclusione del lavoro è illustrata la situazione della salvaguardia dell’area e viene
proposto un piano sintetico per l’allestimento di un’esposizione museografica,
funzionale alla divulgazione e alla fruizione del patrimonio biospeleologico.
Gairo
La speleofauna di questo comune è stata oggetto di ricerche biospeleologiche per la
prima volta nel 1967 ad opera del Gruppo Speleologico Bolognese e dello Speleo Club
Bologna; successivamente, tra il 1968 e il 1970, da S. Puddu dello Speleo Club di
Cagliari (Puddu, 1970). In seguito, nel 1980, gli entomologi genovesi S. Zoia e M.
Leonardi compiono una visita nella zona. Nel 1981, effettua ricerche B. Lanza del
Museo di Storia Naturale “La Specola” dell’Università di Firenze (Lanza et al., 1995;
Lanza, 1999a). Nel 1994 la fauna delle cavità del territorio è stata indagata da J. De
Waele e L. Rossino (G.S.A.G. Spano, Cagliari) e nel 2003 da C. Onnis (U.S.
Cagliaritana) (Grafitti, 1999b; 2002). Nuove ricerche svolte tra il 2002 e il 2004 ad
opera degli entomologi L. Fancello (Cagliari) e P. Magrini (Firenze) hanno portato alla
scoperta di una nuova specie di Coleottero Isteride del genere Sardulus (Magrini &
Fancello, 2005); il genere, già noto di grotte del Supramonte di Dorgali, è stato di
recente segnalato con una specie inedita anche in una grotta del Sassarese (Casale
et al., 2006).
Le cavità note per la presenza di specie ipogee sono: Grotta di Genna ‘e Ua (43
Sa/OG), Grotta di Taquisara o del Marmo (86 Sa/OG), Grotta di Serbissi (669 Sa/OG,
al confine con il comune di Osini), Grutta de su Coloru (670 Sa/OG), Grutta ‘e
Munserra (672 Sa/OG), Grutta ‘e s’Arena (673 Sa/OG), Grotta o Risorgente di Cabudu
Abba (718 Sa/OG), Grotta della Lancia (722 Sa/OG), Grutta ‘e is Ossus (852 Sa/OG),
Grotta n. 1 di Capo Sferracavallo (1286 Sa/OG), Grotta del Macigno o degli
Pseudoscorpioni (2350 Sa/OG) e Grotta delle Vaschette (2352 Sa/OG).
Tra le specie più interessanti si citano: Oxychilus sp., Limax sp. (Mollusca
Gastropoda); Alpioniscus fragilis Budde-Lund, Porcellio sp. (Crustacea Isopoda);
Leptoneta serbariuana Roewer, Nesticus eremita Simon (Arachnida Araneae); Roncus
sp. (Pseudoscorpiones); Brachydesmus proximus Latzel (Diplopoda Polydesmida);
Lithobius doderoi Silvestri (Chilopoda Lithobiidae); Campodeidae Gen. sp. indet.
(Insecta Diplura); Acroneuroptila puddui Cadeddu (Insecta Orthoptera); Typhloreicheia
onnisi Casale & Magrini (Coleoptera Carabidae); Ovobathysciola gestroi (Fairmaire)
(Col. Cholevidae); Sardulus incrassatus Magrini & Fancello (Col. Histeridae);
Speleomantes imperialis (Stefani), Euproctus platycephalus Gravenhorst (Amphibia
Urodela); Rhinolophus ferrumequinum (Schreber), Rhinolophus mehelyi (Bechstein),
Myotis myotis (Borkhausen), Myotis capaccinii (Bonaparte), Miniopterus schreibersi
(Kuhl) (Mammalia Chiroptera).
Jerzu
Le cavità note dal punto di vista biologico sono soltanto tre: la Diaclasi di Punta
Corongiu (552 Sa/OG) e la voragine Sa Brecca Trisissi (553 Sa/OG), localizzate nel
Tacco di Punta Corongiu ove sono state effettuate ricerche nel 1968 da M. Bassi e E.
Altara del Gruppo Speleologico Bolognese. Mentre la terza cavità, la Grotta del Leccio
(1431 Sa/OG), è ubicata nel piccolo Tacco di Monte Ungul’e Ferru, oggetto di ricerche
da parte di L. Chessa (G.S.A Spano Cagliari) (Grafitti, 2002).
Le entità più significative sono: Alpioniscus fragilis Budde-Lund (Crustacea Isopoda);
Tegenaria sp. (Arachnida Araneae); Sardopus malleiger Strasser, Callipus sp.
(Diplopoda Callipodida); Lithobius doderoi Silvestri (Chilopoda); Ovobathysciola
gestroi (Fairmaire) (Coleoptera Cholevidae); Speleomantes imperialis (Stefani)
(Amphibia Urodela).
Osini
La fauna cavernicola di questo comune è stata oggetto di ricognizione, in particolare
da parte di S. Puddu (S.C. Cagliari) negli anni 1967-1972 (Puddu, 1970; Puddu &
Pirodda, 1974). Successive ricerche sono state eseguite in sei cavità del territorio, in
particolare quelle ricadenti nel Tacco di Ulassai, da J. De Waele e altri (G.S.A. G.
Spano Cagliari) e C. Onnis (U.S. Cagliaritana) (Grafitti, 1999b; 2002a). Le cavità
visitate sono: Grotta di Orroli (70 Sa/OG), Grotta su Lioni (222 Sa/OG), Grotta
s’Armidda (549 Sa/OG), Grutta ‘e s’Orroli (671 Sa/OG), Grutta ‘e su Cardu (845
Sa/OG) e Grutta su Puligi (1480 Sa/OG).
I materiali noti appartengono alle specie Batracobdella algira (Moquin-Tandon)
(Annelida Hirudinea); Oxychilus sp. (Mollusca Gastropoda); Alpioniscus fragilis Budde-
Lund, Catalauniscus hirundinella Argano, Porcellio spatulatus Costa (Crustacea
Isopoda); Chthonius (Ephippiochthonius) sp. (Arachnida Pseudoscorpiones);
Leptoneta serbariuana Roewer (Araneae), Callipodidae Gen. sp. indet. (Diplopoda);
Lithobius doderoi Silvestri (Chilopoda); Campodeidae Gen. sp. indet. (Insecta Diplura);
Blattidae Gen. sp. indet. (Insecta Dyctioptera); Typhloreicheia onnisi Casale & Magrini
(Coleoptera Carabidae); Ovobathysciola gestroi (Fairmaire) (Col. Cholevidae);
Ontophilus globulosus (Olivier) (Col. Histeridae); Speleomantes imperialis (Stefani),
Euproctus
platycephalus
(Gravenhorst)
(Amphibia
Urodela),
Rhinolophus
ferrumequinum (Schreber) (Mammalia Chiroptera).
Perdasdefogu
Le conoscenze attuali che si hanno sulla fauna delle grotte del territorio di
Perdasdefogu si devono alle ricognizioni attivate dal Gruppo Grotte Ogliastra e dal
conseguente contributo reso noto da P. Leo (1998), che ha esaminato i materiali
rinvenuti. Una recente visita nella Grotta de Su Fenugu, effettuata alla fine di ottobre
2005 da G. Grafitti (G.S. Sassarese), E. Lana (G.S. Piemontese CAI-UGET, Torino),
P. Marcia (G.S. Ambientale Sassari), G. Prasciolu e G. Zanda (G.G. Ogliastra), ha
permesso di acquisire nuovi dati sul locale popolamento ipogeo (Lana et al., 2006).
Tra le cavità esplorate citiamo le grotte di Se Tomeu n. 1 (134 Sa/OG), n. 5 (205
Sa/OG) e n. 6 (220 Sa/OG), Grotta Tueri (323 Sa/OG), Sa Rutta ‘e Arcu sa Corti (1025
Sa/OG), Sa Brecca de is Crastus (1288 Sa/OG), Sa Brecca ‘e sa Scala s’Uncargiu
(1909 Sa/OG), Brecca n. 2 de is Tapparas (1912 Sa/OG), Grutta de su Fenugu (1935
Sa/OG), Grotta n. 1 di Tremini (1955 Sa/OG) e Sa Rutta ‘e Linus (2097 Sa/OG).
Le specie più interessanti sono: Oxychilus sp., Cochlodina cf. kuesteri (Rossmässler)
(Mollusca Gastropoda); Trichoniscidae Gen. sp. indet. (Crustacea Isopoda);
Acanthocreagris sp. (Arachnida Pseudoscorpiones); Julida Gen. sp. indet.
(Diplopoda); Acroneuroptila puddui Cadeddu (Insecta Orthoptera); Ovobathysciola
gestroi (Fairmaire), Choleva doderoi Breit (Coleoptera Cholevidae); Cryptophagus sp.
(Col. Cryptophagidae); Speleomantes imperialis (Stefani) (Amphibia Urodela);
Rhinolophus ferrumequinum (Schreber) (Mammalia Chiroptera).
Seui
Le cavità che hanno fornito materiali nel territorio di Seui sono la Grotta de is Diavulus
(n. c. Sa/OG), ubicata nel Monte Arquerì visitata per la prima volta dagli entomologi A.
Dodero e U. Lostia di S. Sofia e citata da R. Gestro (1904); la Grutta de sa Muragessa
o Buco del Diavolo (35 Sa/OG), che è stata oggetto di ricerche biospeleologiche sia
nel 1982 da G. Bartolo (S.C. Cagliari) (Puddu, 1984, Grafitti, 2002), sia nel 2003 da G.
Grafitti (G.S. Sassarese), che portano alla scoperta di una specie nuova per la
Sardegna (Grafitti, 2003; Pagliano et al., 2006). Delle cavità Grutta ‘e Pauli (2084
Sa/OG) e Su Stampu (2085 Sa/OG) è noto il solo Geotritone imperiale (Moi: com.
pers.).
Gli elementi speleofaunistici di un certo interesse sono Batracobdella algira (Moquin-
Tandon) (Annelida Hirudinea); Oxychilus sp. (Mollusca Gastropoda); Tegenaria
armigera Simon (Arachnida Araneae); Polydesmida Gen. sp. indet. (Diplopoda);
Exallonyx longicornis Nees von Esenbeck (Hymenoptera Proctotrupidae), specie
risultata nuova per la Sardegna (det. Casale & Pagliano, 2005: in litt.); Limnephilidae
Gen. sp. indet. (Trichoptera); Typhloreicheia elegans (Dodero) (Insecta Coleoptera
Carabidae); Speonomus diabolicus Jeannel, Ovobathysciola gestroi (Fairmaire),
Catopomorphus orientalis Aubé (Coleoptera Cholevidae); Staphylinidae Gen. sp.
indet. (Coleoptera); Speleomantes imperialis (Stefani) (Amphibia Urodela).
Tertenia
Le cavità note sotto l’aspetto faunistico sono soltanto alcune. Due di esse, il Pozzo di
Monte Arbu (554 Sa/OG) e la Voragine di Monte Arbu (555 Sa/OG), sono situate nel
Tacco di Monte Arbu, dove nel 1968 sono state effettuate ricerche biologiche da parte
di M. Bassi e E. Altara (Gruppo Speleologico Bolognese) (Altara, 1968). Altre cavità
sono Sa Rutta ‘e Cea de is Tidoris (746 Sa/OG), Sa Rutta n. 2 Cea de is Tidoris (750
Sa/OG), Grotta del Grillo (771 Sa/OG), Brecchixedda ‘e Montarbu (1013 Sa/OG) e Sa
Brecca ‘e sa Perda Manna (2685 Sa/OG) ove è noto il solo Geotritone imperiale (dati
pers.).
Le specie identificate sono Batracobdella algira (Moquin-Tandon) (Annelida Hirudinea)
ematofaga su Speleomantes; Dicranolasma soerensenii Thorell (Arachnida Opiliones);
Orthoptera Gen. sp. indet. (Insecta), Speleomantes imperialis (Stefani) (Amphibia
Urodela).
Ulassai
Il popolamento ipogeo del territorio di Ulassai è concentrato nelle cavità del Tacco
omonimo e del vicino Monte Tisiddu ed è stato oggetto di ricerche fin dal secolo
scorso. E’ stato lo zoologo genovese Raffaello Gestro nel 1871 a scoprire il Coleottero
Ovobathysciola gestroi (Fairmaire, 1872, sub Adelops gestroi), risultato essere il primo
insetto troglobio della Sardegna, rinvenuto proprio nella cavità più grande e conosciuta
ubicata nel Tacco, la Grotta di Su Marmori. Nei primi anni del ‘900 ulteriori ricognizioni
sono operate dai famosi entomologi A. Dodero e U. Lostia di S. Sofia che visitano,
oltre a Su Marmori, la grotta Sa Foxi ‘e S’Abba (Gestro, 1904; Gozo, 1908; Silvestri,
1908), ritrovando la specie suddetta e altri Artropodi, fra i quali il Ragno Lepthyphantes
sardous e il Chilopode Lithobius doderoi, allora nuovi per la scienza.
Successivamente, tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, si ha notizia di altre
prospezioni svolte da diversi ricercatori che si indirizzano sulla fauna di Su Marmori (C.
Guareschi, citato da Manfredi, 1956; Stefani, 1969); negli stessi anni anche il Gruppo
Speleologico Bolognese CAI e lo Speleo Club Bologna Esagono effettuano una
campagna di esplorazione nelle cavità dei Tacchi d’Ogliastra, visitando alcune grotte
inedite dal punto di vista biospeleologico (Bassi, cfr. Altara, 1968). E’ poi la volta del
Circolo Speleologico Romano (Sbordoni, Vigna Taglianti e coll.) e soprattutto dello
Speleo Club di Cagliari (Puddu, 1970; Puddu & Pirodda, 1974) che svolgono verso la
fine degli anni ’60 e i primi anni ‘70 attività biospeleologiche in questa zona.
Nuove ricerche speleobiologiche vengono intraprese dal Gruppo Speleologico
Sassarese nella Grotta di Su Marmori ed altre cavità vicine dal 1975 e proseguite
ancora in varie occasioni negli anni successivi (Grafitti, 1987; 1999b; 2001; 2002), in
particolare con lo scopo di studiare e censire le popolazioni di Chirotteri cavernicoli
(Mucedda et al., 1995; 1996; Mucedda, 2005); anche ricercatori spagnoli si occupano
della fauna di Su Marmori, soprattutto dei suoi Ragni (Grafitti, 2002); mentre più
recenti e sistematiche esplorazioni sono effettuate in numerose cavità del Tacco di
Ulassai e del vicino Monte Tisiddu, dal Gruppo Speleo-Archeologico “G. Spano” di
Cagliari, a partire dal 1994 (De Waele e coll., cfr. Deidda et al., 1995; De Waele &
Grafitti, 2000; 2004; De Waele & Pani, 1995; Grafitti & Zapparoli, 1995). Negli anni
2005-2006 alcune visite sono effettuate da G. Grafitti, E. Lana, P. Marcia e A. Casale,
con la raccolta di esemplari per documentazione fotografica, e da P. Magrini, R.
Consorti e A. Degiovanni.
Le cavità di cui è nota la fauna sono: Grotta di Su Marmori (55 Sa/OG), Grutta de Is
Lianas o Grotta Truculu (193 Sa/OG), Grotta Anterassas (551 Sa/OG), Grotta di
Lecorci (660 Sa/OG), Grutta de su Segretariu o de is Quaddus (661 Sa/OG), Grotta di
Trodori (674 Sa/OG), Grutta Terrena (687 Sa/OG), Grotta del Porcellino (692 Sa/OG),
Grutta de is Janas (715 Sa/OG), Grutta de is Chillottis (727 Sa/OG), Grotta sa Foxi ‘e
s’Abba (728 Sa/OG), Risorgente di Funtana Trodori (730 Sa/OG), Grotta de Busincu
(n. c. Sa/OG) e la Sorgente carsica sotto la Grotta di Su Marmori.
Le specie degne di nota sono rappresentate da Oligochaeta Gen. sp. indet. (Annelida);
Moitessieria cf. massoti Bourguignat, Oxychilus sp. (Mollusca Gastropoda);
Alpioniscus fragilis Budde-Lund, Catalauniscus hirundinella Argano, Philoscia affinis
Verhoeff (Crustacea Isopoda); Neobisium sp. doderoi (Simon)?, Roncus sp.,
Chthonius (Ephippiochthonius) sp. (Arachnida Pseudoscorpiones); Lepthyphantes
sardous Gozo, Liocranum giersbergi Kraus, Zygiella x-notata (Clerck), Philodromus sp.
Lycosa narbonensis Walckenaer (Araneae); Opiliones Gen. sp. indet. (Arachnida);
Acari Gen. sp.
indet. (Arachnida); Sardopus malleiger Strasser (Diplopoda
Callipodidae); Lithobius doderoi Silvestri (Chilopoda); Pseudosinella alba (Packard)
(Insecta Collembola); Oncinocampa paclti (Condé) (Diplura); Lepismatidae Gen. sp.
indet. (Thysanura); Acroneuroptila sp. (Insecta Orthoptera); Heteromyza atricornis
Meigen, Penicillidia dufourii (Westwood), Phthiridium biarticulatum Hermann,
Psychoda sp. (Diptera); Limnephilidae Gen. sp. indet. (Trichoptera); Ovobathysciola
gestroi (Fairmaire),, Catops speluncarum Reitter, Choleva sp. (Coleoptera
Cholevidae); Atheta trinotata (Kraatz), Staphylinidae Gen. sp. indet. (Coleoptera);
Pheidole pallidula pallidula (Nylander) (Hymenoptera Formicidae); Speleomantes
imperialis (Stefani) (Amphibia Urodela); Rhinolophus ferrumequinum (Schreber),
Myotis myotis (Borkhausen), Myotis capaccinii (Bonaparte), Miniopterus schreibersi
(Kuhl) (Mammalia Chiroptera).
Ussassai
La fauna cavernicola di questo comune è stata parzialmente indagata in particolare da
parte di S. Puddu (S.C. Cagliari) negli anni 1967-1972, con l’acquisizione di entità di
scarso interesse (Puddu, 1970). Successive ricerche sono state eseguite in molte
cavità del territorio, in particolare quelle ricadenti nel Tacco di Ulassai, nel 1994 e nel
2003 da J. De Waele e altri (G.S.A. G. Spano, Cagliari) e C. Onnis (U.S.Cagliaritana).
Le cavità indagate sono Sa Ucca‘e is Bobois (36 Sa/OG), Grotta di Scala ‘e Gannas
(695 Sa/OG), Grutta de Marigedda (696 Sa/OG), Stampu ‘e Trulu o su Stampu de
Marceddu (765 Sa/OG), Grotta di Tacchixeddu (829 Sa/OG), Grotta dell’Acquedotto
(830 Sa/OG).
Le specie note sono: Oxychilus sp. (Mollusca Gastropoda); Nesticus eremita Simon,
Opiliones Gen. sp. indet. Eschatocephalus vespertilionis (Koch) (Acari Ixodidae);
Diplopoda Gen. sp. indet.; Lithobius doderoi Silvestri (Chilopoda Lithobiidae);
Campodeidae Gen. sp. indet. (Diplura); Phthiridium biarticulatum Hermann (Diptera),
Speleomantes imperialis (Stefani) (Amphibia Urodela); Rhinolophus ferrumequinum
(Schreber), Myotis myotis (Borkhausen), Miniopterus schreibersi (Kuhl) (Mammalia
Chiroptera).
Discussione e analisi faunistica
Segue un commento sulle specie più significative che si segnalano nelle grotte
dell’area in studio, suddivise per classi e ordini. In dettaglio si possono evidenziare i
gruppi e le specie animali di maggiore interesse.
Annelida
Tra gli Anellidi merita di essere citato l’Irudineo Batracobdella algira (Moquin-Tandon),
ectoparassita ematofago di Anfibi Urodeli e Anuri (Lanza, 1999b). In Sardegna è stata
finora segnalata nell’area in studio sul Geotritone imperiale Speleomantes imperialis,
ma è nota anche sul Geotritone del Supramonte, S. supramontis (Supramonte di
Urzulei) e su S. flavus (Monte Albo).
Mollusca - Gastropoda
I Gasteropodi sono rappresentati dallo Zonitidae troglofilo Oxychilus da ascrivere al
gruppo oppressus Fisher & Studer, endemico sardo e dall’Idrobide Moitessieria cf.
massoti Bourguignat, interessante elemento dal punto di vista biogeografico, rinvenuto
in sorgenti carsiche della Sardegna centro-orientale e in Francia.
Crustacea - Isopoda
Tra gli Isopodi terrestri i Trichoniscidae sono i meglio rappresentati nelle caverne
dell’Ogliastra. Tra questi, Alpioniscus fragilis Budde-Lund risulta essere un diffusissimo
elemento troglobio endemico, distribuito in quasi tutte le aree carsiche della Sardegna
centro-orientale: nelle Baronie, nel Supramonte interno e nel retroterra costiero del
Golfo di Orosei, nell’Ogliastra, nella Barbagia di Seulo, nel Salto di Quirra e nel Gerrei;
altra entità di particolare rilievo risulta essere Catalauniscus hirundinella Argano, un
Triconoscide troglobio ed endemico sardo, segnalato in alcune cavità del Tacco di
Ulassai, ma tipico dell’Iglesiente (Cassola, 1982; Puddu & Pirodda, 1974).
Fig. 1. Alpioniscus fragilis Budde-Lund (Foto: P. Marcia)
Arachnida - Pseudoscorpiones
Gli Pseudoscorpioni hanno numerosi elementi significativi; le recenti ricerche hanno
consentito la scoperta di un paio di specie nuove appartenenti ai generi Chthonius e
Roncus nel Tacco di Ulassai. Una terza entità, del genere Neobisium, è stata attribuita
con riserva alla specie N. doderoi (Simon), raccolta nella Grotta di Su Marmori
(Ulassai). Un’altra specie tuttora in studio, appartenente al genere Acanthocreagris, è
stata rinvenuta nella Grotta de su Fenugu (Perdasdefogu) (Leo, 1998; Gardini, 2000).
Arachnida - Araneae
I Ragni sono ben rappresentati in tutte le grotte dell’Ogliastra. I più significativi per la
nostra trattazione sono il Linyphiidae Lepthyphantes sardous Gozo, troglobio,
endemico noto solo della Grotta di Su Marmori (Tacco di Ulassai); i Leptonetidae
eutroglofili Leptoneta serbariuana Roewer, la cui stazione tipica è una grotta del
Sulcis; il Liocranidae Liocranum giersbergi Kraus, di cavità dell’Ogliastra e noto pure
del Supramonte di Oliena; il Nesticidae Nesticus eremita Simon, troglofilo, ad ampia
distribuzione italiana, che era stato ritenuto assente nell’Isola; infine, il Lycosidae
Lycosa narbonensis Walckenaer, raccolto solo in una cavità, troglosseno, piuttosto
raro in Sardegna, ma segnalato in alcune grotte italiane.
Diplopoda - Chilognatha
Appartengono a questo gruppo numerose specie endemiche e quasi tutte troglobie. In
questa sede evidenziamo solo il Callipodidae Sardopus malleiger Strasser, elemento
tipico limitato a tre sole cavità dell’Ogliastra (Jerzu, Ulassai), di genere e specie
endemici della Sardegna.
Fig. 2. Sardopus malleiger Strasser (Foto P. Marcia)
Chilopoda - Lithobiomorpha
Tra i Lithobiidae è da citare la specie Lithobius doderoi Silvestri, entità troglobia
rinvenuta soprattutto in grotte del Tacco di Ulassai (Grotta di Su Marmori, loc. tip.), e
nei territori di Gairo, Osini e Ussassai (Grafitti & Zapparoli, 1995; Zapparoli, 2001).
Fig. 3. Lithobius doderoi Silvestri (Foto M. Mucedda)
Insecta - Diplura
E’ un gruppo di Insetti Apterigota rappresentato da numerose entità troglobie, tutte
endemiche della Sardegna, alcune piuttosto rare. In grotte dell’Ogliastra troviamo il
Campodeidae Oncinocampa paclti Condé, specie esclusiva della Grotta di Su
Marmori, che può essere considerato un endemita del Tacco di Ulassai (Ramellini,
1995).
Fig. 4. Oncinocampa paclti (Condé) (Foto E. Lana)
Insecta - Orthoptera
Questo ordine annovera nelle grotte dell’Ogliastra uno dei due più interessanti
elementi eutroglofili della Fam. Gryllidae della Sardegna, cioè Acroneuroptila puddui
Cadeddu, tipica di cavità del Monte del Castello di Quirra (Salto di Quirra) (Cassola,
1982; Puddu & Pirodda, 1974), in seguito segnalata anche del Gerrei, e poi rinvenuta
anche in grotte del territorio in studio (Ulassai, Gairo, Perdasdefogu).
Fig. 5. Acroneuroptila puddui Cadeddu (Foto E. Lana)
Insecta - Diptera
I Ditteri, a parte gli ectoparassiti di Chirotteri appartenenti alla fam. Nycteribiidae, come
Penicillidia dufourii (Westwood), Phthiridium biarticulatum Hermann, tutte entità
piuttosto frequenti in grotte sarde (Lanza, 1999b), di particolare rilievo hanno la specie
Heteromyza atricornis Meigen, cioè la cosiddetta “mosca del guano”, diffusa in molte
regioni europee, ma in Sardegna nota solo della Grotta di Su Marmori (Puddu &
Pirodda, 1974).
Insecta - Coleoptera
E’ senza dubbio il gruppo che annovera alcuni fra gli elementi più interessanti, nel
quale spiccano taluni elementi strettamente cavernicoli. Tra i Carabidae citiamo gli
Scaritini Reicheina, elementi endogei preadattati alla vita ipogea, come Typhloreicheia
onnisi Casale & Magrini, tipica della Grotta Su Lioni (Osini) e segnalata di recente
nella Grotta Cabudu Abba (Gairo), con strette affinità nei confronti di Typhloreicheia
elegans (Dodero), specie nota solo della Grotta de Is Diavolus, cavità non meglio
identificata ubicata nel non lontano Monte Arquerì (Seui) (Casale & Magrini, 2003).
I Cholevidae formano un altro gruppo di Coleotteri di notevole interesse biogeografico,
al quale appartengono Ovobathysciola gestroi (Fairmaire), specie troglobia
caratteristica dei Tacchi di Ogliastra, ma segnalata anche più a sud, nel Salto di Quirra
e nel Gerrei; Speonomus diabolicus Jeannel, che unitamente al più diffuso S. lostiai
Dodero, sono tipici endemiti troglobi di cavità, rispettivamente, dei Tacchi d’Ogliastra
(Seui e Ussassai) e della Barbagia di Seulo (Seulo e Sadali).
Tra gli Staphylinidae è da citare Atheta trinotata (Kraatz), specie guanobia riscontrata
solo a Su Marmori, ma conosciuta di varie grotte italiane (Cassola, 1982; Puddu &
Pirodda, 1974).
Tra gli Histeridae è da citare Sardulus incrassatus Magrini & Fancello, specie scoperta
di recente nella Grotta di Cabudu Abba (Gairo), affine alle specie Sardulus spelaeus
Patrizi e S. sacerensis Casale & Marcia, anch’essi elementi ipogei endemici, noti
rispettivamente di cavità del territorio di Dorgali e Baunei, e di una grotta del
Sassarese (Casale et al., 2006).
Fig. 6. Typhloreicheia onnisi Cas. e Magr. (Foto P. Magrini)
Fig. 7. Ovobathysciola gestroi (Fairmaire) (Foto E. Lana)
Insecta - Hymenoptera
Di interesse risulta essere il Proctotrupidae Exallonyx longicornis Nees von Esenbeck,
specie risultata nuova per la Sardegna (Pagliano et al., 2005). Presente in Europa
centrale e settentrionale, nel Nord della Grecia, dal livello del mare fino a 1500 m.
Come altri Proctotrupidae è endoparassitoide primario di larve di Coleotteri, in
particolare di Carabidi e Stafilinidi. La sua presenza in grotta è conforme al
comportamento noto di altre specie di Proctotrupoidea, che in tale ambiente ricercano
umidità e ospiti.
Amphibia - Urodela
Questo gruppo presenta in Sardegna ben cinque specie endemiche, quattro
Plethodontidae del genere Speleomantes e un Salamandridae del genere Euproctus.
Il primo genere, con una entità troglofila, è rappresentato nel settore in studio da
Speleomantes imperialis (Stefani), caratteristico dei Tacchi d’Ogliastra, ma presente
anche nella Barbagia di Seulo, nel Salto di Quirra, nel Gerrei, nel Sarcidano, nella
Giara di Gesturi e nelle aree contermini al bacino artificiale del Lago Omodeo (Lanza,
1999a).
Il secondo, troglosseno, con l’unica specie Euproctus platycephalus Gravenhorst,
viene talvolta osservato nei torrenti sotterranei che attraversano grotte dell’Ogliastra,
del Salto di Quirra e del Supramonte.
Mammalia - Chiroptera
Per i Chirotteri o Pipistrelli si segnalano attualmente 6 specie appartententi a due
famiglie: i Rhinolophidae con Rhinolophus ferrumequinum (Schreber) o Rinolofo
maggiore; Rhinolophus hipposideros (Bechstein) o Rinolofo minore; Rhinolophus
mehelyi Matschie o Rinolofo di Mehely. E i Vespertilionidae con Myotis myotis
(Borkhausen) o Vespertilio maggiore; Myotis capaccinii (Bonaparte), Vespertilio di
Capaccini; Miniopterus schreibersii (Kuhl) o Miniottero.
Le ricerche sui Pipistrelli nelle grotte dei Tacchi d’Ogliastra sono ancora incomplete e
le cavità in cui sono state condotte ricerche sono in numero abbastanza limitato. Sono
infatti disponibili dati solo per 7 grotte [Grotta di Genna ‘e Ua (Gairo), Brecca n. 2 de is
Tapparas (Perdasdefogu), Grutta ‘e Pauli (Seui), Grotta n. 1 di Capo Sferracavallo
(Tertenia), Grotta de is Lianas, Grutta de su Marmori, Grotta di Lecorci (Ulassai)].
Rimane pertanto molto lavoro da fare nella individuazione delle cavità e nel
censimento delle specie (Mucedda et al., 1995; Mucedda: com. pers.).
Riportiamo qui di seguito alcune brevi note sulle grotte più notevoli da un punto di vista
chirotterologico.
Grotta di su Marmori (55 Sa/OG)
Nel suo interno trova rifugio in periodo invernale una grandissima colonia di
Miniopterus schreibersii che qui trascorrono il letargo per alcuni mesi. Mediante analisi
di fotografie è stato possibile effettuare un conteggio numerico degli animali che ha
consentito di stabilire che questa colonia è costituita da circa 27.000 esemplari, e
pertanto risulta essere la più grande colonia di pipistrelli in Italia (Mucedda, 2005;
Mucedda et al., 1996). Altre specie presenti nella grotta, ma in numero molto più
limitato, sono: Rhinolophus ferrumequinum, Myotis myotis e Myotis capaccinii, che
utilizzano la grotta nel periodo invernale o comunque nelle stagioni fresche.
Grotta di Genna ‘e Ua (43 Sa/OG)
In periodo autunnale ospita un buon numero di Miniopterus schreibersii, che utilizzano
la cavità come luogo di transito e sosta provvisoria nel loro tragitto verso altre grotte.
Sono presenti anche pochi Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus mehelyi e
Myotis capaccinii.
Grotta n. 1 di Capo Sferracavallo (1286 Sa/OG)
Grotta marina situata poco a sud della spiaggia di Coccorrocci, raggiungibile solo in
barca. Nell’alta cupola interna è presente una colonia estiva di varie centinaia di
pipistrelli, costituita da Myotis myotis e Miniopterus schreibersii.
Conservazione e fruizione
Da quanto esposto, risulta evidente che nella fauna cavernicola dell’Ogliastra sono
rappresentati numerosi elementi sotterranei (regolarmente troglofili, o troglobi) spesso
endemici della Sardegna. Molti di essi mostrano strette affinità nei confronti di entità
che attualmente popolano aree lontane dall’Isola, in particolare le terre che si
affacciano sul Mediterraneo occidentale (Catalogna, Isole Baleari, Pirenei, Provenza).
I generi Moitessieria, Alpioniscus, Catalauniscus, Acanthocreagris, Lepthyphantes,
Leptoneta, Liocranum, Nesticus, Sardopus, Oncinocampa, Acroneuroptila,
Typhloreicheia, Ovobathysciola, Speonomus, Sardulus, Speleomantes ed Euproctus,
risultano essere veri e propri indicatori biogeografici e sono citati dagli studiosi per
dimostrare le passate connessioni della Sardegna con le aree citate, fornendo un utile
apporto alla ricostruzione di remote vicende paleogeografiche; pertanto tali elementi
costituiscono un patrimonio biologico di assoluto rilievo scientifico, oltre che
ambientale e naturalistico. Ecco quindi che la speleofauna sarda, in particolare quella
presente in Ogliastra, con le sue peculiarità assume una rilevante importanza
internazionale.
Per la conservazione del patrimonio biospeleologico dell’area in esame sono
necessarie idonee misure di tutela. Innanzi tutto è di primaria importanza la
conservazione delle aree carsiche, ovvero dei territori e degli ambienti, propriamente
le formazioni geologiche dei Tacchi, nelle quali si aprono le grotte sopra riportate che
ospitano le specie animali citate, e ovviamente le stesse cavità. Le possibili minacce e
i pericoli maggiori per queste zone e per le singole popolazioni cavernicole derivano
dalla pressione di attività antropiche sempre più insistenti (disboscamento, incendi,
apertura di cave e strade, inquinanti di varia origine, costruzioni, raccolta incontrollata
per collezionismo, frequentazione incontrollata o eccessiva delle grotte,
“valorizzazioni” turistiche attuate senza opportune cautele e monitoraggi, ecc.), che
possono ripercuotersi negli habitat ipogei interagenti con la superficie.
In effetti alcuni Tacchi ricadono nelle perimetrazioni di aree protette (parchi, riserve
naturali, ecc.) previste da leggi europee, nazionali e regionali. Ma deve essere
osservato che fino ad oggi, purtroppo e per diverse cause, nessuna area di quelle a
suo tempo proposte a parco o riserva naturale, benché sia stata istituita con tanto di
legge o decreto, risulta ancora operativa. Citiamo il caso del massiccio del
Gennargentu che con la sua parte sud-orientale, ricadente nei comuni di Gairo, Osini,
Ulassai, Ussassai e Seui, rientrava nel territorio del “Parco Nazionale del Gennargentu
e del Golfo di Orosei”, così come previsto dalla L. 394 del 6.12.1991. Tale area
racchiude nel suo ambito alcune tra le più interessanti aree carsiche, appunto i Tacchi,
con importanti cavità - quali la Grotta di Su Marmori (Ulassai), la Grotta di Taquisara
(Gairo) ed altre - che, proprio per le loro peculiarità faunistiche, debbono essere
prioritariamente tutelate. Abbiamo citato in precedenza le specie cavernicole
specializzate finora note, alcune strettamente endemiche dell’area. Tale Parco non è
mai nato, a causa della contrarietà diffusa alla costituzione dell’area protetta,
soprattutto perchè decisa senza una consultazione preventiva delle popolazioni dei
comuni interessati, alle quali deve essere riconosciuto, con obiettività, il merito di
avere conservato in larga parte il territorio che oggi riscontriamo inserito nel progetto
del Parco. E’ pertanto fondamentale la protezione degli ambienti ove tali specie
vivono, ovvero le grotte, che come abbiamo visto ospitano una biodiversità unica e di
valenza internazionale. La tutela degli habitat si dovrà conseguire anche attraverso
un’adeguata educazione ambientale e la sensibilizzazione delle popolazioni residenti,
affinché divengano responsabili custodi di questo grande patrimonio naturale.
Attualmente l’orientamento delle comunità è ben diverso ed è pressoché unanime, tra i
comuni, l’accoglimento e il consenso positivo per la costituzione del “Parco Regionale
dei Tacchi d’Ogliastra”, con il concorso della Provincia Ogliastra, dell’Ente Foreste e
della Regione Sardegna, un Ente che si occuperà della gestione del territorio
delimitato, ove si applicheranno idonee misure di salvaguardia necessarie per
garantire la conservazione ambientale, contestuali ad una pianificata valorizzazione e
fruizione pubblica.
Per quanto si riferisce agli aspetti della fruizione, il patrimonio di biodiversità
cavernicola dei Tacchi d’Ogliastra è un sicuro attrattore in più per il costituendo Parco;
proponiamo in sintesi la realizzazione di una progettualità indirizzata all’allestimento di
una specifica esposizione museografica, che sia funzionale alla divulgazione e alla
conoscenza per il pubblico del patrimonio biospeleologico. Una sede idonea per un
museo naturalistico, nel quale si potranno illustrare, con l’ausilio di adeguati mezzi e
apparati didascalici e multimediali, potrebbe essere rappresentata dalla ristrutturazione
degli attuali fabbricati esistenti in prossimità della Grotta di Su Marmori, peraltro la
cavità più importante di tutta l’area dei Tacchi. Come operatori culturali si
impiegherebbero giovani laureati dell’area, così come avviene in altre zone carsiche
europee.
Ringraziamenti
Un ringraziamento agli organizzatori di questo Convegno per avere offerto all’autore
l’opportunità di presentare un quadro della diversità biologica presente nelle grotte dei
Tacchi d’Ogliastra, in particolare al Prof. Felice Di Gregorio e al Prof. Jo De Waele. Un
vivo grazie ai giovani della Cooperativa “Su Bullicciu”, gestori della Grotta di Su
Marmori, che ci hanno sempre agevolato nelle nostre ricerche speleobiologiche.
Ringraziamo infine gli amici Enrico Lana, Paolo Magrini, Paolo Marcia e Mauro
Mucedda, autori delle foto che abbiamo illustrato in sede di convegno e in parte qui
riprodotte, Marcello Moi per le notizie sulle cavità di Seui, e infine Achille Casale per la
lettura critica del lavoro.
Siamo grati ai seguenti specialisti che hanno accettato cortesemente in studio i nostri
materiali faunistici: R. Argano (Univ. “La Sapienza”, Roma: Isopodi pars), A. Bordoni
(Univ. Firenze, Col. Stafilinidi), A. Casale (Univ. Sassari: Col. Carabidi e Colevidi pars),
F. Cianficconi (Univ. Perugia: Tricotteri pars), B. Condé (Univ. Nancy Francia: Dipluri),
P.P. Fanciulli (Univ. Siena: Collemboli), P. Fontana (Univ. Padova: Ortotteri), G.
Gardini (Univ. Genova: Pseudoscorpioni), P.M. Giachino (Settore Fitosanitario
Regionale, Torino: Col. Colevidi pars), F. Giusti (Univ. Siena: Gasteropodi pars), G.
Manganelli (Univ. Siena: Gasteropodi pars), †G. Manilla (Univ. L’Aquila: Acari Ixodidi),
†G.P. Moretti (Univ. Perugia: Tricotteri pars), G. Pagliano (Univ. Torino: Imenotteri), M.
Rampini (Univ. “La Sapienza”, Roma: Col. Colevidi pars), S. Taiti (CNR Firenze:
Isopodi pars), M. Verdinelli (CNR Sassari: Imenotteri Formicidi), M. Zapparoli (Univ.
della Tuscia Viterbo: Chilopodi).
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Ultimo aggiornamento Sabato 04 Dicembre 2010 22:14  

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