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Dentro "Su Molente" (parte quarta)

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Tranquilli.

E’ quasi finita.

Mica siamo a Su Spiria o a Su Palu, ne a Lovettecannas e, men che meno, nel supramonte profondo del Flumineddu... Torniamo indietro ma non imbocchiamo la via d'uscita, peraltro non immediatamente intuitiva, per quanti si trovano a camminare per la silenziosa galleria. No, non ancora. Per il momento non si esce. Percorriamo la Galleria delle Sabbie verso monte fino alla frana.

Ci siete? Lo so, lo so, non promette nulla di buono ma dopo che qualche grosso blocco è rotolato dietro al buon Sergio Firinu durante le prime esplorazioni, gli scorbutici massi parrebbero essersi assestati.

Quindi adesso armiamoci di coraggio. Provate a seguirmi.

Siamo davanti alla frana. Ci spostiamo, strisciando sui massi per passaggi spaccaginocchia, fino ad un saltino tra i blocchi. Prestiamo un poco di attenzione e siamo in un più ampio ambiente che parrebbe la naturale prosecuzione della Galleria delle Sabbie. La saletta è interrotta da una nuova frana. Sembrerebbe finita ma  dei condotti semi-ostruiti, quando non completamente ostruiti, a monte, proprio alla base del saltino, la congiungono con i cunicoli sabbiosi prossimi all’area tra i due sifoni di sabbia in precedenza esaminata.

 

Una rete di cunicoli poco più a valle, invece, portano, dopo qualche decina di metri di bassi e stretti passaggi, a superare una pericolosa frana di tondeggianti massi di basalto accatastati l’un l’altro e in precario equilibrio. La frana sfonda in più punti una bella condotta discendente, rivestita di scallops, e dilavata a lucido dalla furia delle recenti piene. La condotta tondeggiante interrompe la sua corsa poco più in basso  chiusa da passaggi semi-sifonanti e sifonanti. E’ il sifone nord di Su Molente. Guarda verso il Bue Marino ma non ci lascia passare.

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Negli ultimi anni sono stati fatti dei tentativi , normalmente in chiusura d’estate, per conoscere e comprendere meglio queste regioni. Lo scorso anno, dopo un  tentativo effettuato dal sottoscritto per condotte forzate  finalmente all'apparenza praticabili, svuotatesi dall'acqua e sospese sopra  marmitte ancora allagate , Sergio Firinu arrivava, dopo un bagno pressoché completo, inell'ennesima marmitta, giungendo in corrispondenza di uno stretto camino in roccia viva che risale verticale per qualche metro occluso da detriti e dai soliti massi della Codula Ilune.

 

 

La disostruzione non impossibile è, tuttavia, molto pericolosa e al momento è rimasta in sospeso anche se si stanno vagliando soluzioni operative.

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Anche i passaggi fra le frane tutte attorno sono stati rovistati e, proprio quest’anno, il buon Moisceddu, assieme  ai  soliti noti, ha iniziato un attività di disostruzione che potrebbe apparire tanto interessante quanto pericolosa. La speranza è quella di superare lo specchio d’acqua, aggirando i passaggi sommersi lateralmente, attraverso il dedalo di blocchi, per ritrovare ipotetici relitti di condotte che ci consentano di ridurre lo spazio che separa i due versanti della Codula Ilune. Quello in cui ci troviamo è il punto più freddo della grotta e ciò lascia ben sperare , ma lavorare in queste condizioni è veramente complicato.

Bene. Anche quesa zona è stata visitata con in maniera approfondita. Non rimane che superare a ritroso la frana di basalto e i cunicoli di accesso a questo ingarbugliato ramo e provare a girare per i passaggi che occhieggiano nella sovrastante frana. E’ davvero caotica e non pare promettere niente di buono. E’ stata risalita in più punti e ovunque la via stringe con fratture impraticabili, cunicoli ostruiti e grossi blocchi sovrapposti.

Ci si è insinuati anche per i passaggi in frana attorno al saltino di accesso a questo ambiente. L’esplorazione ha portato a individuare almeno tre ambienti interconnessi a diversi livelli ma invasi da blocchi mastodontici che disorientano nel caos della pietra. Questi ambienti visitati da Giuseppe Dussoni prima e da Sergio Firinu, Marcello Moi con il sottoscritto poi, risalgono verso monte una discenderia sabbiosa senza apprezzabili prosecuzioni.  Proseguono, invece, verso valle, in una condotta fossile e suggestiva sovrapposta al tratto a monte della Galleria delle Sabbie, con cui si ricollega per claustrofobici passaggi di non facile progressione sperimentati dal nostro webmaster, il primo a visitare sommariamente quest’area.

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Si tratta di ambienti complessi e sovrapposti comunicanti a diversi livelli e di non facile percorrenza che dovremmo deciderci a rilevare e che probabilmente dovremmo rivedere. Ma non oggi. Oggi siete miei ospiti. Ora seguitemi che è tempo di tornar fuori e se qualcuno dovesse sbirciare qua e la per pertugi che nascondono del nero non ditemelo che son stanco di camminare e di scrivere…..

 

State tranquilli. non finisce qui. torneremo. Ma non ora che sono a pezzi....E che nessuno mi inviti a scrivere ancora...

P.S. Roberto, Leo, Maria, Marcello, Carmelo....non fate finta di non sentire. Forza vogliamo il tour virtuale dell'area post-sifone e delle infinite gallerie sommerse.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Dicembre 2010 21:08  

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